Stretti di Giaredo

Gli Stretti di Giaredo

Stretti di Giaredo: dove la natura disegna scenari emozionanti.

Che dire In merito alla bellezza degli Stretti di Giaredo? Poco possiamo aggiungere ai giudizi espressi da quanti li hanno visitati, rilasciando poi, in rete, entusiastiche testimonianze della loro esperienza.

Gli Stretti di Giaredo, in questi anni, stanno infatti riscuotendo particolare attenzione: nella stagione calda sono molto frequentati e non solo, come avveniva un tempo, da persone residenti nel territorio circostante talche’ l’inglese é ormai diventato l’idioma piu’ consueto sulle sponde del torrente Gordana.

La conferma è ricavabile dalla consultazione del sito di Trip Advisor.

Vedi:https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g1175103-d4738975-Reviews-Stretti_di_Giaredo-Pontremoli_Province_of_Massa_Carrara_Tuscany.html.

Gli Stretti di Giaredo: cosa sono e dove sono

Con il nome di Stretti di Giaredo viene indicato un susseguirsi di canyon: cinque in tutto.

Le acque del torrente Gordana, con il loro impeto, li hanno scavati in migliaia di anni.

Il Gordana nasce dal vicino monte Tecchione e dopo aver attraversato la valle di Zeri va infine a confluire nel fiume Magra in prossimità di Pontremoli.

Lungo il suo percorso, in un tratto di territorio interessante i comuni di Zeri e Pontremoli, si sono venuti a formare questi 5 suggestivi canyon.

Stretti di Giaredo: come raggiungerli

Raggiungere questo luogo fantastico, è facile.

Esso si trova a poche centinaia di metri dal centro abitato di Pontremoli. Ecco le indicazioni: imboccate la strada che conduce verso Zeri.

Dopo un breve tratto, troverete un’insegna artigianale dipinta su una vecchia tavoletta di legno.

Quest’ultima è collocata in prossimità di una strada sterrata, sulla sinistra, e indica la via da percorrere per raggiungere gli Stretti di Giaredo.

Imboccatela ed accingetevi ad abbandonare l’automobile, o qualsiasi altro mezzo con cui siete arrivati.

Indicazioni per gli Stretti di Giaredo

Infatti troverete subito una piazzola presso la quale parcheggiare.

Pochi minuti di percorso sentieristico saranno sufficienti a raggiungere una delle sponde del torrente Gordana.

Il luogo, fino a pochi anni or sono era poco conosciuto. Ignoto anche a molti di coloro che risiedevano nelle sue vicinanze.

Negli ultimi anni, attraverso un semplice passaparola è divenuto una meta irrinunciabile per molti.

Ovviamente, soprattutto per coloro che amano la natura ed apprezzano il paesaggio ed anche i luoghi selvaggi e poco disegnati dalla mano dell’uomo.

Peraltro gli Stretti di Giaredo sono apprezzati anche da chi non disdegna le esperienze nuove ma, timoroso, non intende correre rischi per la propria incolumità. Gli Stretti di Giaredo infatti, sono un luogo sicuro pur presentandosi con questo antro che si incunea fra alte pareti e puó suscitare una certa apprensione.

Un turbamento ingiustificato: vinta ogni perplessità si entra e l’impatto è subito straordinario. Da lì in poi si entra in un tragitto ricco di emozioni e scevro di pericoli…per chi sa nuotare.

Un caleidoscopio naturale

Riflessi multicolori si sprigionano dalle acque.

Ad ogni passo assumono sfumature diverse.

Ed i colori sono riposanti, naturali così come lo è la loro origine.

I grigi determinati dalle pietre arenarie distribuite lungo tutto il corso d’acqua.

I rossi riflessi dalle pareti ricche di sedimenti ferrosi.

I verdi alimentati dall’alta vegetazione distribuita, con continuità, lungo entrambe le sponde del torrente.

Il sole, talvolta attraversando talaltra riflettendo questi elementi, ne esalta i cromatismi rendendoci osservatori di uno straordinario caleidoscopio naturale.

cascatelle e rocce multicolori agli Stretti di Giaredo

La passeggiata

Prima di raggiungere i canyon, per alcune centinaia di metri, la risalita del torrente altro non è che una semplice passeggiata.

Stretti di Giaredo la passeggiata nel fiume che precede i canyon

Che sovente si trasforma in gioco.

Quello di disegnare un percorso utilizzando le pietre affioranti.

Zigzagando su di esse. Soffermandosi ad osservare i numerosi branchi di girini. Facendo rimbalzare i ciottoli sull’acqua. Saltando da una all’altra sponda, evitando perfino, qualora lo si desideri, di bagnarsi i piedi.

Percorsi, in questo modo, poche centinaia di metri, invece, gli Stretti di Giaredo diventano un parco di divertimenti naturale, per i più ardimentosi.

La parte riservata ai più audaci

Completamente immersi in un’acqua pulitissima.

Caratterizzata da una temperatura ben descritta dal termine “tonificante” perché il qualificarla come “accogliente” potrebbe esporci a qualche rischio di incorrere nel reato di pubblicità ingannevole.

Si risale il corso del torrente, per un tratto in cui le pozze d’acqua, profonde fino a 5 metri, si alternano alle cascatelle che le alimentano.

In tanti agli Stretti di Giaredo

Un percorso lungo diverse centinaia di metri. Fino al raggiungimento della diga che, a Noce di Zeri, ne decreta la fine.

Un tratto che si snoda tutto all’interno di due sovrastanti e imponenti pareti a picco. Imponenti.

Alte alcune decine di metri e composte da rocce che, in virtù della loro variegata composizione, sembrerebbero quasi aver voluto raccogliere, in questo punto, la sfida estetica loro lanciata dalle cristalline acque del Gordana, che scorrono ai loro piedi.

Sfida che si chiude in parità: non esiste gerarchia nel bel libro della natura!

Libro Stretti giaredo

Per quanti volessero poi approfondire l’argomento, segnaliamo che in libreria possono trovare il libro “Gli Stretti di Giaredo e Cavezzana Gordana”, scritto da Fabrizio Rosi, in passato preside del liceo scientifico lunigianese “Leonardo da Vinci”